mercoledì 2 giugno 2010

APRIAMO L'OMBRELLO


Sono ben 42 giorni che l’inarrestabile fuoriuscita di greggio continua a versare petrolio nel golfo del Messico, causando quella che ormai sembra accertato essere la più grande sciagura ecologica della storia dell’uomo.
Tutti i tentativi fatti finora sono risultati inutili: la cupola , la cannuccia, la campana, per finire con l’ultimo fiasco denominato operazione “top kill”, per arrivare finora alla dispersione in mare di ben 65 milioni di litri di greggio. Un ulteriore tentativo verrà fatto questi giorni che causerà però un aumento iniziale della dispersione di materiale inquinante pari al 20% che si protrarrà almeno fino ad agosto (facendo 2 conti in quella data si sarà arrivati alla dispersione di più di 200 milioni di litri)

Il presidente della prima superpotenza (soprattutto tecnologica) della terra ha detto che gli USA non hanno i mezzi per scongiurare questa catastrofe e si affidano alla BP che pare sia meglio attrezzata per casi del genere (cioè una società di estrazione petrolifera avrebbe più tecnologia del paese che da 40 anni porta gli uomini nello spazio, sulla Luna e pretende di portarli presto su Marte).
Sorvolando su quest’aspetto che appare più come un ciclopico scarica-barile (perdonate il termine ma mi sembra sinistramente appropriato) vorrei porre l’attenzione su un altro punto della questione.

Leggo spesso in riviste scientifiche di tutto rispetto articoli su come l’intera specie umana in caso di una minaccia globale si troverebbe unita a fronteggiare il pericolo e come sia in grado di farlo.
Ad esempio sull’onda emotiva di film come “Armageddon” o “Deep Impact” si parlava delle minacce meteoritiche e delle loro possibili risoluzioni.
Si narrava (scientificamente… non nei film) di mandare prontamente missili che spingessero i meteoriti lateralmente e scongiurare possibili impatti… oppure di bombardarli con raggi laser per far riscaldare un lato così da far loro compiere delle rotazioni che li potessero portare fuori dalla rotta di collisione con il nostro pianeta. Tutto questo molto seriamente.
Insomma mi ero illuso che dove la minaccia fosse concreta e globale la tecnologia umana potesse intervenire molto prontamente e avevo creduto davvero nelle reali capacità organizzative e positive dell’uomo di fronte a un pericolo imminente.
Bè… stiamo avendo la prova del contrario… tutte fantasie.
La minaccia non è esterna ma (tanto per cambiare) creata dall’uomo e non è mai stata così reale:
la reazione invece è tardiva, lenta e finora totalmente inefficace… e stiamo parlando del paese più tecnologico al mondo… quello che per tutto il XX secolo è stato all’avanguardia nello sviluppo tecnologico e nelle imprese titaniche come la sopracitata conquista della Luna.
Altro che deviare meteoriti… non sono né un geologo nè uno scienziato ma qui non riusciamo nemmeno a mettere una pezza in una falla: quindi niente missili e raggi laser… ogni tanto sembra di essere nel medioevo e se arrivasse davvero un meteorite ci converrebbe preparare un bell’ombrello di metallo… e provare ad arrangiarci con quello.


Leone Montao

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